FAQ

La figura del ghostwriter può a ragione suscitare perplessità: si nascondono, tanto per cominciare, sono appunto “fantasmi”. In aggiunta, pur proclamandosi maestri della parola, scrivono in anonimato per altri e quindi forse non sono così capaci. Non essendoci alcun iter professionale che li certifica (in Italia non è neppure una professione riconosciuta), può essere arduo decidere di (af)fidarsi. D’altra parte, il proliferare di “scrittori” dubbi che cercano di cavalcare l’onda, fingendosi ciò che non sono, sta acuendo il problema. Come si fa dunque a riconoscere un ghostwriter, se non ci sono una scuola, un patentino, delle caratteristiche che lo delineano con pertinenza scientifica? C’è a malapena una definizione e pure quella è fumosa.

Il ghostwriter, per assioma, sa scrivere, ma questo certo non basta, se prima non si chiarisce almeno cosa significhi saper scrivere, e soprattutto, nodo centrale della questione, cosa significhi saper scrivere per altri.

Il ghostwriting è una molteplice visione del mondo. O, ancor meglio, la definizione stessa di scrittura fantasma contiene in sé tanti mondi quanti sono quelli dei clienti con cui si troverà a collaborare. Ben lungi dall’essere uno scribacchino seriale, il ghostwriter è piuttosto una sorta di interprete. È momentaneamente e consapevolmente privo di identità propria perché in continua simbiosi con il progetto a cui sta lavorando.

Prima ancora che una buona penna, il ghostwriter deve essere dunque un buon orecchio. Deve saper capire il committente: porre le domande giuste per ottenere le risposte giuste. Deve captare. Deve sapere dare una forma. Avere idee geniali è straordinario e importantissimo, ma dar loro struttura lo è ancor di più. Anche il corpo più bello, senza uno scheletro, non sarebbe che una massa flaccida.

Se tutti sanno scrivere, perché i ghostwriter sono così richiesti? Il problema va posto in termini diversi: tutti possono scrivere, ma non tutti sanno farlo. Scrivere a livello professionale, in vista di una pubblicazione, per intendersi, è un’abilità complessa che richiede competenze che non tutti posseggono. Oppure, più banalmente, richiede tempo e pazienza.

Competenze specifiche, tempo e pazienza sono le tre principali caratteristiche di un professionista della scrittura per altri. Contattateci per ulteriori informazioni: possiamo dimostrarvelo!

Vorremmo poter dare una risposta comoda, rappacificante, ammiccante. Ma la dura realtà è che non vi è alcun modo per saperlo con piena certezza. Qualsiasi ghostwriter che vi rassicuri del contrario è un ghostwriter… poco rassicurante.

Tuttavia, come è ovvio, non si possono affidare i propri progetti nelle mani del primo che passa. La FAQ servono anche a questo: farsi un’idea preliminare su di noi e sul nostro modo di intendere il mestiere di ghostwriter.

In seguito alla tua richiesta di informazioni sarà necessario un primo contatto diretto, preferibilmente via Skype. In questo primo incontro, senza oboli o impegni, potrai esporre le tue esigenze e confrontarti con noi su come impostare il lavoro. Potrai anche chiedere una prova della lunghezza di una cartella editoriale (2000 battute, spazi inclusi) per saggiare la bontà della nostra scrittura.

In seguito, se deciderai che facciamo per te, stipuleremo un contratto ad hoc che tuteli in modo totale e senza possibili equivoci i tuoi diritti di autore dell’opera e cominceremo a lavorare, di concerto con te, alla realizzazione del tuo libro.

Come vedi non chiediamo fiducia cieca, ma ti consentiamo di conoscerci e di metterci alla prova!

Perché scrivere è ogni volta qualcosa di diverso e le variabili sono incalcolabili a priori.

Sebbene, in linea di massima, esista una tariffa di riferimento per cartella standard, questa non può essere intesa in modo troppo rigido perché va interpretata secondo le esigenze del cliente e la mole del nostro lavoro. La qualità del prodotto finale, curato in ogni aspetto, non cambia, ma è possibile che, a fianco del lavoro di scrittura, siano necessarie ricerche specializzate, interviste ecc. Questo, come è ovvio, farà variare il nostro preventivo.

Va considerato che un ghostwriter vive grazie ai compensi ricevuti per il proprio operato. Vive di scrittura, non percependo, da contratto, nessun futuro emolumento oltre al saldo ricevuto dal committente al termine del lavoro.

Non considera quest’ultima un hobby, un passatempo, un extra. Non chiede di essere contattato, ma qualora ciò avvenisse, chiede che il suo lavoro venga riconosciuto con la piena dignità che merita. Pur capendo che la richiesta di certe cifre possa spaventare, un lavoro di mesi non può che essere pagato adeguatamente.

Ricordiamo infine che non chiediamo mai di pagare la cifra in unica soluzione. Il pagamento è sempre suddiviso in almeno tre rate, con la possibilità di spezzarlo ulteriormente in casistiche particolari.

Non solo è possibile, ma è anche auspicabile da noi in primis. Un buon lavoro di ghostwriting difficilmente può prescindere da un buon rapporto tra lo scrittore e il cliente. Per questo ci sentiremo spesso, molto spesso, ogni volta che lo reputerai necessario. E, se un dialogo virtuale non ti soddisfa del tutto, possiamo anche organizzare uno o più incontri in carne e fantasma!
Il ghostwriter deve infatti essere evanescente per tutti gli altri, mai per il committente.

No, il nostro compito termina con la consegna del testo pattuito. Non siamo agenti, non rientra nelle nostre competenze. È un lavoro molto complesso e saremmo stolti e disonesti se ci improvvisassimo come esperti del mestiere. Questo non toglie che siamo aperti, su espressa richiesta del cliente, a consigliare, in forma confidenziale, nomi a cui sottoporre a giudizio la propria opera. Ciò non va però in nessun modo frainteso come garanzia di successo o, ancora peggio, di “buona parola”.

Non lo offriamo per lo stesso motivo per cui non facciamo da tramite con le case editrici: non è il nostro lavoro. La sovrapposizione di più figure professionali, l’improvvisarsi “un po’ di tutto”, è prassi piuttosto diffusa, ma è arroganza che non sentiamo nostra.

A rischio di essere ovvi, elementari o addirittura pedanti, ricordiamo che scrivere non è leggere. Sono due realtà che richiedono forma mentis, competenze e capacità vicine ma non gemelle. Noi sappiamo scrivere e scriviamo. E quando leggiamo, vorremmo riscrivere. Perché, partendo dal presupposto che ogni testo è perfettibile, la nostra competenza, la nostra missione, è rimodellare le imperfezioni. Chiederci altro ci porrebbe in terra straniera, impotenti e incapaci perché noi non sappiamo leggere, se non in funzione della scrittura.

Seppur neonata, Chesil è già una realtà molto ambiziosa. La nostra speranza e missione è quella di diventare un punto di riferimento del settore e un nido per professionisti in grado di arricchire la nostra offerta. Allo stato attuale non possiamo però non guardare in faccia la realtà e vedere che siamo appena nati, appunto, incapaci di sapere come, quanto e quando potremo crescere ed espanderci.

E’ giusto precisare e rendere chiaro fin da subito un punto per noi fondamentale: chi lavorerà per Chesil sarà retribuito.
Qui non pagheremo mai in visibilità, in gavetta, in possibilità di carriera perché il vostro tempo e la vostra competenza, esattamente come i nostri, hanno un valore.

Se credete che questo lavoro faccia per voi, inviateci una mail. Non vi possiamo garantire una risposta, ma i curricula saranno tutti archiviati e tenuti presenti in caso di future necessità.

Load More

Privacy Policy